Io spero di essere il tuo colore
Quello di oggi, ricordo di ieri e per il domani
Io spero di essere il tuo colore
Che ti riempia le pieghe di un sorriso
Scorro vicino ai palazzi della città
Senza riconoscerne il volto
Scorro vicino ai palazzi della città
Ho il terrore negli occhi
Le persone mi guardano
Con curiosità
Le persone mi guardano
Con voracità
Cosa volete ?
Io spero di essere il suo colore
Vi sembra strano il mio terrore
Cosa volete ?
Sale un suono cadenzato
Piazze piene
Folle, grida e applausi
Sale un suono cadenzato rumore d'acciaio
Sposto un palazzo
Dietro ci sei tu
Hai un colore strano
Capelli scoordinati
Colpisco un palazzo
Dentro ci sei tu
Hai un sapore strano
Ti piace vestirti d'amaro
Ti troverò dopo la porta di casa?
Ti troverò dopo il tempo della malattia ?
Ti troverò dopo il tempo della follia ?
Ti troverò dopo il tempo del sacro ?
Occhi, occhi, occhi
Dietro il vostro sguardo
Signora
Dopo i vostri occhi ho visto la mia e vostra origine
Vivrò per quello
sabato 30 novembre 2013
#54 - Onde (Stella errante)
L'Estate mi è caduta addosso d'un tratto
Il caldo soffocante del nostro piccolo appartamento
Ispirato alle stanze dell'Est
Addio piccola città mi dicesti, addio a te
Ricordo l'incontro tra noi due ubriachi
Gli occhi pesanti e la voce rotta
Non era l'alcol ma il peso del cuore
Passasti due ore alle mie spalle, vicina ma in disparte
Il sole nella stanza quella primavera illuminava i nostri corpi nudi
Un materasso rosso per due, una notte appesi l'un altro, nudi
Mi svegliò il peso del tuo generoso seno
Non ci credevo, ma non mi sbagliavo
Cammino attraversando la piazza
Onde di caldo
Onde della tua assenza quando rincaso
E mi sembrano muri stranieri
Prigioniera del tuo film
Che ti vede protagonista
Come una principessa
Chiusa nella torre, da sola
Ti piace sciuparti
Il caldo soffocante del nostro piccolo appartamento
Ispirato alle stanze dell'Est
Addio piccola città mi dicesti, addio a te
Ricordo l'incontro tra noi due ubriachi
Gli occhi pesanti e la voce rotta
Non era l'alcol ma il peso del cuore
Passasti due ore alle mie spalle, vicina ma in disparte
Il sole nella stanza quella primavera illuminava i nostri corpi nudi
Un materasso rosso per due, una notte appesi l'un altro, nudi
Mi svegliò il peso del tuo generoso seno
Non ci credevo, ma non mi sbagliavo
Cammino attraversando la piazza
Onde di caldo
Onde della tua assenza quando rincaso
E mi sembrano muri stranieri
Prigioniera del tuo film
Che ti vede protagonista
Come una principessa
Chiusa nella torre, da sola
Ti piace sciuparti
mercoledì 27 novembre 2013
#53 - Sabrina
Quel giorno ero innamorato
Senza far caso alle assenze
Alla stazione ferroviaria arrivai solo
E da lì ti raggiunsi, ubriaco
Quel giorno ero innamorato
Non ti conoscevo
Bevevo vino bianco sul tuo balcone invaso dal Sole di primavera
E da lì feci l'amore ubriaco
Quel giorno ero innamorato
Dormimmo nudi per terra, abbracciati
Mi svegliai appeso al tuo seno, generoso
E da li feci l'amore col soffio del Sole
Quel giorno ero innamorato
Partii la medesima sera col cuore arreso
Incrociando binari vedevo il tuo viso dentro l'amore
E da li feci l'amore sempre con te
E' passato il tempo coi calici rossi di vino
E' passato il tempo tra corpi nudi e sudati
Di sorrisi per un gemito di troppo
Coi corpi bagnati invasi dalle turbe della passione
Poi il giorno d'Estate s'è fatto scuro troppo presto
Oh Sabrina t'avessi mai conosciuto
Oh Sabrina se la colpa di un colpo di vino rosso non m'avesse tradito
Ora sarei innamorato
Senza far caso alle assenze
Alla stazione ferroviaria arrivai solo
E da lì ti raggiunsi, ubriaco
Quel giorno ero innamorato
Non ti conoscevo
Bevevo vino bianco sul tuo balcone invaso dal Sole di primavera
E da lì feci l'amore ubriaco
Quel giorno ero innamorato
Dormimmo nudi per terra, abbracciati
Mi svegliai appeso al tuo seno, generoso
E da li feci l'amore col soffio del Sole
Quel giorno ero innamorato
Partii la medesima sera col cuore arreso
Incrociando binari vedevo il tuo viso dentro l'amore
E da li feci l'amore sempre con te
E' passato il tempo coi calici rossi di vino
E' passato il tempo tra corpi nudi e sudati
Di sorrisi per un gemito di troppo
Coi corpi bagnati invasi dalle turbe della passione
Poi il giorno d'Estate s'è fatto scuro troppo presto
Oh Sabrina t'avessi mai conosciuto
Oh Sabrina se la colpa di un colpo di vino rosso non m'avesse tradito
Ora sarei innamorato
martedì 26 novembre 2013
#52 - Buttalo via il cielo
Esco al mattino
Sul volto i segni della notte
Esco al mattino
Fuori tutti !!!
Melancolia, mela, melancolia
Nel vento ottobrino
Uno schiaffo in volto
Una lama nel cervello
Passo cadenzato
Vista laterale
Donne e sporte ripiene
Una piazza informe
Uscivo anche allora
E tornavo uguale
Dentro il tuo sonno
Cucinavo per diletto, non ho mai avuto fame
E' cambiata una prospettiva
E il cielo è metallo come prima
Non conosco il tuo
Buttalo via il cielo !
E' solo rumore sopra un cuore che non batte
Sul volto i segni della notte
Esco al mattino
Fuori tutti !!!
Melancolia, mela, melancolia
Nel vento ottobrino
Uno schiaffo in volto
Una lama nel cervello
Passo cadenzato
Vista laterale
Donne e sporte ripiene
Una piazza informe
Uscivo anche allora
E tornavo uguale
Dentro il tuo sonno
Cucinavo per diletto, non ho mai avuto fame
E' cambiata una prospettiva
E il cielo è metallo come prima
Non conosco il tuo
Buttalo via il cielo !
E' solo rumore sopra un cuore che non batte
lunedì 25 novembre 2013
#51 - Finestre accese
Vorrai sapermi perdonare
La debolezza durante il cammino
Durante il fatto che sei un poco distante
Io passeggio e guardo oltre il ciglio del marciapiede
Dietro finestre accese
Nella sera fredda
Le luci di cucine calde
Del pasto pronto
Il sole d'autunno è solo stanco
Non muore solo riposa
Allora l'aria cambia umore
E i colori si accendono per dare un volto al tempo
Tu sei solo un poco distante
E, io, aspetto
Con la calma dei certi
Con la pazienza della sconfitta
Arreso
Senza fame e sete
Io vivo di quest'aria che sa di poco
Io vivo di questa atmosfera tersa
Aspetto che il miracolo si compia
E dopo, dopo un lungo camminare, nello stare da soli assieme
Lei mi ha dato un bacio
Sembravi tu
E' stato tutto solo assolutamente sbagliato
Ma ho tanto atteso
E il miracolo è dovuto accadere
Niente è più perso, se non la tua voglia di aspettarmi sul ciglio della strada
La debolezza durante il cammino
Durante il fatto che sei un poco distante
Io passeggio e guardo oltre il ciglio del marciapiede
Dietro finestre accese
Nella sera fredda
Le luci di cucine calde
Del pasto pronto
Il sole d'autunno è solo stanco
Non muore solo riposa
Allora l'aria cambia umore
E i colori si accendono per dare un volto al tempo
Tu sei solo un poco distante
E, io, aspetto
Con la calma dei certi
Con la pazienza della sconfitta
Arreso
Senza fame e sete
Io vivo di quest'aria che sa di poco
Io vivo di questa atmosfera tersa
Aspetto che il miracolo si compia
E dopo, dopo un lungo camminare, nello stare da soli assieme
Lei mi ha dato un bacio
Sembravi tu
E' stato tutto solo assolutamente sbagliato
Ma ho tanto atteso
E il miracolo è dovuto accadere
Niente è più perso, se non la tua voglia di aspettarmi sul ciglio della strada
venerdì 22 novembre 2013
#50 - Specchio
Non ti chiamo perché sono vicino
Non ti chiamo perché ti voglio vedere
Allora ti scrivo
E ci dobbiamo vedere
Vorrei dirti vieni al fiume
Ma tu mi dici beviamo un caffè
Io non voglio vederti senza l'ombra del cipresso
Allora ti dico di no
Perché tu sei specchio della mia solitudine
Perché tu sei troppo bella per essere tu
Perché io dopo pochi minuti ti odio
Perché alla sera ti amo di più
Siamo solo soli
Ma tu risplendi mentre io faccio solo ombra
Fammi nuotare, almeno soltanto in un tuo abbraccio
Mi toccasti la spalla e fu orgasmo
Mi abbracciasti forte
E le tue mani le sentivo attorno al corpo ed al viso
Illuso
Questo è l'unico vizio che ho
Portami solo dove posso bere e nuotare
Senza annegare nel tuo dolce viso
Troppo bianco per essere vero
Amami
Non ti chiamo perché ti voglio vedere
Allora ti scrivo
E ci dobbiamo vedere
Vorrei dirti vieni al fiume
Ma tu mi dici beviamo un caffè
Io non voglio vederti senza l'ombra del cipresso
Allora ti dico di no
Perché tu sei specchio della mia solitudine
Perché tu sei troppo bella per essere tu
Perché io dopo pochi minuti ti odio
Perché alla sera ti amo di più
Siamo solo soli
Ma tu risplendi mentre io faccio solo ombra
Fammi nuotare, almeno soltanto in un tuo abbraccio
Mi toccasti la spalla e fu orgasmo
Mi abbracciasti forte
E le tue mani le sentivo attorno al corpo ed al viso
Illuso
Questo è l'unico vizio che ho
Portami solo dove posso bere e nuotare
Senza annegare nel tuo dolce viso
Troppo bianco per essere vero
Amami
giovedì 7 novembre 2013
#49 - Autostrada
Siamo arrivati il venerdì
Fuori città
In una buona e ordinata campagna
Il campo di lavanda avanti la veranda in legno
Le bambine hanno fatto festa sino a tardi
Per farle dormire neanche le promesse son servite
Solo la stanchezza dei piccoli corpi le ha vinte
Noi non ci siamo arresi e abbiamo visto l'alba tra i sospiri
Tu, amore, sesso forte, la notte e il giorno, sei uscita in veranda
Col vestito fresco e nulla più
Un caffè forte e un piatto dolce
Mai come il tuo sorriso
Le bambine, scalze e disperate
Corrono gridando, abbiamo paura per le loro caviglie
Ma è una terra morbida che le sorregge
Gridano, gridano e corrono
"Stefano, perdio, fai qualcosa, non le tengo ..."
Torno bimbo per la sfida della corsa, perdo malamente
Ma con un motteggio le faccio mie
Sono, finalmente esauste, a pranzo sorridono e si guardano i ginocchi rossi
Poi è il mondo che dobbiamo ritornare
L'auto, l'asfalto, il moderno che ci ha portato
La più piccola, sa ancora poche parole, dice "ma dov'è la terra morbida, son caduta e non fa male?"
Ci siamo scambiati uno sguardo amaro d'amore tardivo per dirle "Dopo l'autostrada c'è ancora la terra morbida, ci stiamo solo spostando"
Fuori città
In una buona e ordinata campagna
Il campo di lavanda avanti la veranda in legno
Le bambine hanno fatto festa sino a tardi
Per farle dormire neanche le promesse son servite
Solo la stanchezza dei piccoli corpi le ha vinte
Noi non ci siamo arresi e abbiamo visto l'alba tra i sospiri
Tu, amore, sesso forte, la notte e il giorno, sei uscita in veranda
Col vestito fresco e nulla più
Un caffè forte e un piatto dolce
Mai come il tuo sorriso
Le bambine, scalze e disperate
Corrono gridando, abbiamo paura per le loro caviglie
Ma è una terra morbida che le sorregge
Gridano, gridano e corrono
"Stefano, perdio, fai qualcosa, non le tengo ..."
Torno bimbo per la sfida della corsa, perdo malamente
Ma con un motteggio le faccio mie
Sono, finalmente esauste, a pranzo sorridono e si guardano i ginocchi rossi
Poi è il mondo che dobbiamo ritornare
L'auto, l'asfalto, il moderno che ci ha portato
La più piccola, sa ancora poche parole, dice "ma dov'è la terra morbida, son caduta e non fa male?"
Ci siamo scambiati uno sguardo amaro d'amore tardivo per dirle "Dopo l'autostrada c'è ancora la terra morbida, ci stiamo solo spostando"
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