domenica 8 settembre 2013

Pensieri - # 20 - Equinozio di primavera

I panni stesi al sole
I balconi fioriti
E le grida dei bambini nel cortile
Strade selciate fuori il cancello

C'è questo sole di traverso
Mi batte nel cuore
Lo fa sanguinare
C'è questo sole rosso, come i tuoi capelli

Il nonno ci porta l'agnello
Questa sera
Il nonno ci porta il vino rosso
Per i nostri sogni

Echi di un lontano canto
Echi di un lontano amore
Echi nel nostro cuore
Scorre il vento dell'Est

Portate i bambini in strada
Lasciateli gridare
Lasciate che San Giorgio li ascolti
Lasciate le nostre strade di sabbia

Pensieri - #19 - Solatio

Sceso dal treno
Fuori la stazione
Ti vedo ritta e altera
Svetti su tacchi fuori stagione

Nell'insistere al solcare il terreno
Da altezze improbabili
Sta il tuo carattere altero e inquieto
Figlio di un intelligenza oltre la soglia del normale

Non sorridi mai direttamente, lo fai di traverso
Lassù, in collina, i limoni del Garda
Forme come fiore a cinque petali
Un sorso d'ebbrezza ci porta al pranzo

Non so se ho più sete d'acqua o delle tue estremità
Mi porti al passo
Sono docile ma inquieto
Guida tu la via

Abbandonato il sole lacustre
E raggiunta la stanza felina
Ti vedo camminare scalza per la casa manco fossi il vento
Dovrò studiare la danza per capire meglio il tuo passo leggero

sabato 7 settembre 2013

Pensieri - # 18 - Mantra

Vivo inebriato
Di Oriente spesso
Vivo inebriato
A volte di musica, spesso del semplice scorrere dell'acqua

A volte pensando
a vent'anni fa
T'immagino in una stanza vuota
Suonando la viola nuda e a piedi scalzi

Come bimbo ti spiavo dalla porta socchiusa
Alla prima ora dell'alba
Una lama di luce creava spazio e l'arco del tuo piede batteva il tempo
Uno smalto brillante e scuro nascondeva la tua assoluta nudità

Ma vent'anni fa fosti vicina
E io lontano, forse distratto
Non ci furono stanze vuote
Tu fosti bella, nuda e generosa

Ora, adesso, in questo momento
Maledico il dio Destino
E gli chiedo conto di questo errore storico
Saremmo stati solo in due, due padroni, del mondo attorno

Cammino nello spazio, cercando il modo di esserne parte con grazia
Cercando tu lo possa immaginare bene
Cercando che il cesello di questa penna d'argento
Sia strumento per regalarti un mantra.

So che sai e saprai è solo per te.
Chiara è il mattino che sfugge e convince la notte
Chiara la tua voce che sorride
Chiara ma vent'anni fa dove fosti e io, poi ?

Pensieri - #17 - Del nudo

Guardo spesso con voluttà vernici raffiguranti corpi nudi
Solo femmine
Spesso raffigurano corpi "normali"
Linee curve non sempre perfette

I grossi seni e capezzoli turgidi
Laggiù il senso di ogni cosa mi chiama magnetica e perfetta
Tra l'arco del piede e delle gambe la perfezione
La pelle come ceramica

Eppure nessuna opera d'arte ti supera
Dormivi male
Sempre in un movimento senza tempo
Dormivi molto

Questo assurdo modo
Ti scopriva, seni, piedi, il corpo
Nel tuo sonno svelato il segreto della bellezza
Senza una parola

Nel tuo sonno lo scorrere dell'acqua
Un espressione costante e diversa
Come lingua d'acqua che scorre nel canaletto angusto
Ti guardo in realtà ascolto, la verità infinita


Pensieri - # 16 - Falsa primavera

Quel giorno
Uscito tra il vento fresco del mattino
Un cielo grigio acciaio
Era falsa primavera

E, camminando, pensavo alla tua voce dalle parole confuse
Non ho capito molto bene, mangi le parole e il tono è basso
Però insisto
E allora ti scrivo che se avessi la tua bocca da baciare ...

E' stato semplice dirtelo, ancor più facile baciarti a lungo
Baciarti il fiore della bocca, l'origine del mondo e l'arco del piede
Baciarti forte
Baciarti mentre dormivi

Avevo due età
Quella che mi ricordo è 17 anni
Era aprile e poi fu maggio
Poi Estate

Quella falsa primavera
Non è ancora finita
Se puoi, vieni
Attraversando il giardino fiorito

venerdì 6 settembre 2013

Pensieri - # 15 - Della morte

Fu di mattina,
La notte era sconveniente
Passai il crepuscolo guardando la sua foto
Oscurata

Ti elevai a mia testimone velata.
Sapevo e conoscevo
Il suono delle fine
Il transito di questo corpo terrestre era ad occidente

Ti ricordo come Leda
Trasformata in cigno
Nella mia stanza cantando in noto sonetto che recita
"Tre donne intorno al cor mi sono venute..."

E fu di mattina
Non troppo presto
Abbastanza per darvi il tempo di bere un caffè
Occidente, morte e fine del mio corpo attuale

La paura non insiste nell'oblio e nella fine
Bensì nel non potervi dire
Seppellitemi in piedi
Che possa toccar la mia morte all'inpiedi

Non chiedo il girone degli umili o degli eroi.
E sia, all'inpiedi, sepolti tra gli artieri.
La morte è bella perché rappresenta l'impossibile
Non si muore mai, si cambia natura

Ad Occidente, ad occidente
Col sommo pensiero "mi è lieve il sepolcro se penso alla vita mia"


mercoledì 4 settembre 2013

Pensieri - #14 - Universo

Trovandomi, la mattina presto, davanti le mura di Bal el Assel
Guardavo lo scorrere frenetico delle genti
Han tutti vesti leggere, frusciano al vento leggero
Un Sole curvo e potente sferza la strada

Latitudine 36.41° N
Longitudine 10.22° E

Mai fui così sereno
Nell'essere straniero
Mai l'indigeno fu così amico
Solo una volta diedi un soldo al barbone che voleva bere del vino, era Roma, non per niente

Poi, dopo che l'ultima nuvola sferzò la sua ombra sul selciato
Lei passò, docile
Non guardava, se non la terra avanti Lei
Un vestito morbido e dei sandali in cuoio

Un momento d'ipnosi e silenzio
Respiravo a fatica nonostante un vento leggero
Guardavo e basta
Si voltò

Mi sorrise, un poco altera
Smisi di smettere di respirare
Sorrisi a mia volta
Si fermò un attimo e stupenda sorrise più forte

Stupefatto dalla violenza del cuore
Piansi muto e solo
Un sorriso così forte non l'avevo mai visto
Scopersi il segreto dell'origine del tutto