Ti ricordo per le spalle
Perché il tuo passo incerto
Partiva dal volgere le spalle
Ad un passato futuro
Quando eri al minimo e salivi al tuo massimo
Quando nuotare nella scienza non ti bastava
E non ti sentivi vincente
Come volevi
Ora ti sento sola e distante
Nessuno mai
Perché vincere è un fatto unico
Solo una volta puoi vincere un traguardo
E la volta dopo non sarà mai
Allora, come monaco, davanti alle fauci leonine
Io ti chiedo dove se, perché e cosa fai
Vestito da monaco ubbidiente non temo il morso del leone
Perché vedo che toccare il tuo fine
E' come nuotare nel mio forse
Allora fai un salto nella fossa
Guardale le fauci del leone
E vinci ancora assieme a me
martedì 29 luglio 2014
lunedì 30 giugno 2014
#110 - Lo sgabello e la maschera
Seduto sullo sgabello
Apparente immobile
Solo un falso movimento
Mentre scelgo la maschera da indossare
Esco al Sole
Lieve svenire
Dentro la carezza del vento gentile
E' come un dolce vivere nel morire
Portami al largo e usami
Lasciami stremato fuori dal porto
Senza segni
Lasciami i simboli
E amami
E' l'unico vizio che ho
Amami come mi vuoi
Indosso maschere
Apparente immobile
Solo un falso movimento
Mentre scelgo la maschera da indossare
Esco al Sole
Lieve svenire
Dentro la carezza del vento gentile
E' come un dolce vivere nel morire
Portami al largo e usami
Lasciami stremato fuori dal porto
Senza segni
Lasciami i simboli
E amami
E' l'unico vizio che ho
Amami come mi vuoi
Indosso maschere
lunedì 16 giugno 2014
#109 - Dormi con me
E lei disse vieni al concerto con me
E io le dissi trovami un letto per la notte
E allora lei disse dormi da me
Io non sapevo ancora che i suoi seni fossero pareti scoscese
E fu il concerto
Elettrico
Alcolico
Lei mi prese per la gola
Io le presi il corpo
E le strinsi l'anima dentro un respiro acuto
Poi mi aggrappai ai suoi seni
Sentendo il calore del suo dentro morbido
La notte ci coprì di stelle
I corpi nudi
Le labbra socchiuse
E le mani incrociate
Un materasso rosso
Come le lacrime di un amante sconfitto
Fossimo stati di più a dormire sul pavimento
Non saremmo ancora comodi nelle nostre distanze
E io le dissi trovami un letto per la notte
E allora lei disse dormi da me
Io non sapevo ancora che i suoi seni fossero pareti scoscese
E fu il concerto
Elettrico
Alcolico
Lei mi prese per la gola
Io le presi il corpo
E le strinsi l'anima dentro un respiro acuto
Poi mi aggrappai ai suoi seni
Sentendo il calore del suo dentro morbido
La notte ci coprì di stelle
I corpi nudi
Le labbra socchiuse
E le mani incrociate
Un materasso rosso
Come le lacrime di un amante sconfitto
Fossimo stati di più a dormire sul pavimento
Non saremmo ancora comodi nelle nostre distanze
martedì 29 aprile 2014
#108 - Finestre accese
Un ultimo sguardo
Chiudi la finestra
E' una giovane primavera
Capelli di cristallo
Sento di averti lasciato il mio libro
Ricordo la danza nella tua stanza
Ti sento cantare in ogni brano
Capelli di cristallo
Chiudi un poco quella finestra
Prima che io mi muova
Non lasciare entrare nessun vento fresco
Niente segni sulla pelle
C'è una forza nella strada che percorro
Come il pallore del tuo sorriso
A volte spento
Come la ceramica che ti copre le membra
Canta il tuo canto
Lasciale pure aperte ore
Le finestre
Mi piace vederle accese quando passo e non ci sei
Chiudi la finestra
E' una giovane primavera
Capelli di cristallo
Sento di averti lasciato il mio libro
Ricordo la danza nella tua stanza
Ti sento cantare in ogni brano
Capelli di cristallo
Chiudi un poco quella finestra
Prima che io mi muova
Non lasciare entrare nessun vento fresco
Niente segni sulla pelle
C'è una forza nella strada che percorro
Come il pallore del tuo sorriso
A volte spento
Come la ceramica che ti copre le membra
Canta il tuo canto
Lasciale pure aperte ore
Le finestre
Mi piace vederle accese quando passo e non ci sei
lunedì 14 aprile 2014
#107 - Bella
E' pomeriggio
E' da tempo che giro questa bassa zona della città
Il solito caffè, il quotidiano, lasciato per la casa e sempre quelle birre
E' pomeriggio, dormi ancora, perché svegliare la bellezza ?
Preferisco il tuo sguardo chiuso nel sonno
Preferisco passare le dita sulla tua pelle di ceramica
Chiara, un soffio di rosso sulle spalle
La caviglia si piega e sfocia nel dorso del piede nudo
Io ti osservo
E non sono forte
Faccio finta di essere ospite
Quando so di essere un'emozione sfinita
Bella
Dormi ancora un po
Il caffè brucia non lo senti per il soffice vento dell'oltretorrente
Sale dal canale, passa le fronde, sento il tuo cuore leggero
Bella
Dormi ancora un po
Lasciati guardare
Spio i tuoi seni, quella coperta non li trattiene
Bella
Dormi ancora un po
Ho letto nel tuoi occhi
Che un giorno finirà
E' da tempo che giro questa bassa zona della città
Il solito caffè, il quotidiano, lasciato per la casa e sempre quelle birre
E' pomeriggio, dormi ancora, perché svegliare la bellezza ?
Preferisco il tuo sguardo chiuso nel sonno
Preferisco passare le dita sulla tua pelle di ceramica
Chiara, un soffio di rosso sulle spalle
La caviglia si piega e sfocia nel dorso del piede nudo
Io ti osservo
E non sono forte
Faccio finta di essere ospite
Quando so di essere un'emozione sfinita
Bella
Dormi ancora un po
Il caffè brucia non lo senti per il soffice vento dell'oltretorrente
Sale dal canale, passa le fronde, sento il tuo cuore leggero
Bella
Dormi ancora un po
Lasciati guardare
Spio i tuoi seni, quella coperta non li trattiene
Bella
Dormi ancora un po
Ho letto nel tuoi occhi
Che un giorno finirà
mercoledì 9 aprile 2014
#106 - Carnefice
Quel giorno, Primavera davanti e l'Estate prossima
Con voce seria e segnata
Ti dissi
Puoi amarmi forte come fai e così come essere carnefice
Il tuo sguardo incredulo
Faceva il paio col seno possente
Non ci credevamo
L'uno con l'altra
Bastava vivere quell'amore necessario
Lasciare finestre aperte
La notte di Primavera
Lasciavo il suono dei rapaci tra le fronde e il vento della possibilità
Ti ho sempre lasciato una stanza pulita
Solo disordinata
Un calzino dimenticato come la goccia di sangue sul lenzuolo
La tua bocca calda anche al primo mattino, prima del caffè e di un treno freddo
Osservami e sto uscendo di casa
Mi sembra che sarà sempre così
Fuori oscurità, solo freddo
Un marciapiede e gli alberi con le fronde non bastano a salutare
Dentro il vetro le stelle cadono ancora
Anche senza di te
Non ti accorgi di cosa hai perduto
Non sai che la tua bocca ancora ...
Carnefice
Perché soffrire per l'idea crea poesia
Carnefice
Ha ragione l'amico che mi dice che sei andata via
Allora
Carnefice
Trasforma il tuo essere vile
Nella sera, cala dietro l'orizzonte e sparisci, lascia pulito il mio cielo
Voglio dormire ancora
Dentro le stelle
Dietro le costellazioni dove non ci sei
Lasciami e non parlare, chiudo gli occhi vedo le stelle ancora
Con voce seria e segnata
Ti dissi
Puoi amarmi forte come fai e così come essere carnefice
Il tuo sguardo incredulo
Faceva il paio col seno possente
Non ci credevamo
L'uno con l'altra
Bastava vivere quell'amore necessario
Lasciare finestre aperte
La notte di Primavera
Lasciavo il suono dei rapaci tra le fronde e il vento della possibilità
Ti ho sempre lasciato una stanza pulita
Solo disordinata
Un calzino dimenticato come la goccia di sangue sul lenzuolo
La tua bocca calda anche al primo mattino, prima del caffè e di un treno freddo
Osservami e sto uscendo di casa
Mi sembra che sarà sempre così
Fuori oscurità, solo freddo
Un marciapiede e gli alberi con le fronde non bastano a salutare
Dentro il vetro le stelle cadono ancora
Anche senza di te
Non ti accorgi di cosa hai perduto
Non sai che la tua bocca ancora ...
Carnefice
Perché soffrire per l'idea crea poesia
Carnefice
Ha ragione l'amico che mi dice che sei andata via
Allora
Carnefice
Trasforma il tuo essere vile
Nella sera, cala dietro l'orizzonte e sparisci, lascia pulito il mio cielo
Voglio dormire ancora
Dentro le stelle
Dietro le costellazioni dove non ci sei
Lasciami e non parlare, chiudo gli occhi vedo le stelle ancora
venerdì 4 aprile 2014
#105 - Aveva
Nel quadro l'immagine sfuma svanisce
Corre fuori dallo sguardo
Troppo presto per me che guardo
Intravedo, comprendo, un gesto gentile e una voce sottile, elegante
Nel quadro l'immagine mi parla della madre
Nel quadro l'immagine mi dice di un figlio
Corrono via
Fuori dal quadro eppure li ho presenti
Quel quadro non lo mostra ma me lo ricorda
Un gesto gentile, una voce sottile, i modi popolari degli amici semplici
Un ciuffo di barba e la sigaretta come appendice delle labbra gentile
Amico, non sembravi fragile
Poi un giorno, nato dopo la notte
Mi ha mandato il punto che termina il periodo
Ho maledetto me per le mancanze
Ho maledetto la vita che tradisce
Adesso mi alzo, lo dico ancora
Adesso mi alzo e grido
Evviva !!! Sole che bruci, immensa truffa di vita
Brucia e sfuma queste lacrime
Mi manca la voce sottile
Lasciami in ombra
Corre fuori dallo sguardo
Troppo presto per me che guardo
Intravedo, comprendo, un gesto gentile e una voce sottile, elegante
Nel quadro l'immagine mi parla della madre
Nel quadro l'immagine mi dice di un figlio
Corrono via
Fuori dal quadro eppure li ho presenti
Quel quadro non lo mostra ma me lo ricorda
Un gesto gentile, una voce sottile, i modi popolari degli amici semplici
Un ciuffo di barba e la sigaretta come appendice delle labbra gentile
Amico, non sembravi fragile
Poi un giorno, nato dopo la notte
Mi ha mandato il punto che termina il periodo
Ho maledetto me per le mancanze
Ho maledetto la vita che tradisce
Adesso mi alzo, lo dico ancora
Adesso mi alzo e grido
Evviva !!! Sole che bruci, immensa truffa di vita
Brucia e sfuma queste lacrime
Mi manca la voce sottile
Lasciami in ombra
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