Vorrei dormire, perché molto semplicemente sono stanco.
Ma una nota, che sono due, pulsano e spingono.
Saranno una l'eco dell'altra ?
E questo battere e levare.
E la Luna immensa?
E' ancora terrestre ?
Forse no
Forse Europa o Io; Io?
Io chi ?
Io che aspiro alla dea
Europa !!!
Oppure mi accontento del debole Io
Ecco, caleidoscopio, colori
Tunnel e vuoto
E scopro l'inizio che è fine
Io ti guardo e sono io
Nessuno parla, nessuno prova
E allora perché navigo nel mare infinito
Il vuoto spaziale mi rende libero e morto del vuoto
Controtempo !!! Controcanto !!! Eco, eco, eco, la voce ritarda per colpa del vuoto
E allora gli echi, i tuoi echi
I mie echi
L'alba su pianeta che non conosco
L'infinito provare
Oltre l'infinito cerco la verità
L'ho chiesta più vicino, a terra, in gravita 1.0
Però non era
E allora
Oltre l'infinito, suono di albatros, grida !!!
Oltre l'infinito vuoto, vuoto a perdere.
Oltre l'infinito, paura, tutto chiuso, paura !!!
Oltre l'infinito e la stanza bianca, un letto
Manca sempre, la culla in questa stanza !!!
Ben prima saldata, ben prima dell'infinito spazio bianco e vuoto.
Solo ghiaccio.
E sia, silenzio
domenica 25 agosto 2013
sabato 24 agosto 2013
Pensieri - #6 - Ombre e luci. Luci di ombre
Vestirò leggero.
Classico ma leggero.
Mi vedrai in camicia bianca e, sopratutto, con scarpe comode.
Le loro suole docili sul terreno, chiunque esso sia.
Un telo a coprire l'arco del piede, non si voglia sia esposto, tanto è volgare per un maschio.
Mi trovo in un assurda assenza di luce
Primitiva
Alba dell'uomo
Ne ho timore
Difendimi
Tu difendimi
Sento mancare il mio regno di quiete
Il suono circolare della vita
M'inquieta
Del mio voler vedere l'andito delle tue mani verso le mie
Non mi rimane che l'ombra che solo una luce potente può dare
E sento i 49 passi da un ciclo all'altro come un peso
Fosse l'ultimo ritorno all'eguale
Almeno ricordami che sono infelice
Obbligami a non sprecare il tempo che mi rimane
Prima degli ultimi 49 passi
Perché io ti chiedo
Difendimi
Ho elevato nella stanza un palco, trono
Ci ho messo un tappeto
E mi accovaccio, perso e muto
Nei riti del vuoto
Prego il ritorno dell'eguale
La circolarità che ci rende perfetti
La stessa cosa successa che poi succede
E l'ombra della luce mi brucia gli occhi tristi.
Difendimi
S
Classico ma leggero.
Mi vedrai in camicia bianca e, sopratutto, con scarpe comode.
Le loro suole docili sul terreno, chiunque esso sia.
Un telo a coprire l'arco del piede, non si voglia sia esposto, tanto è volgare per un maschio.
Mi trovo in un assurda assenza di luce
Primitiva
Alba dell'uomo
Ne ho timore
Difendimi
Tu difendimi
Sento mancare il mio regno di quiete
Il suono circolare della vita
M'inquieta
Del mio voler vedere l'andito delle tue mani verso le mie
Non mi rimane che l'ombra che solo una luce potente può dare
E sento i 49 passi da un ciclo all'altro come un peso
Fosse l'ultimo ritorno all'eguale
Almeno ricordami che sono infelice
Obbligami a non sprecare il tempo che mi rimane
Prima degli ultimi 49 passi
Perché io ti chiedo
Difendimi
Ho elevato nella stanza un palco, trono
Ci ho messo un tappeto
E mi accovaccio, perso e muto
Nei riti del vuoto
Prego il ritorno dell'eguale
La circolarità che ci rende perfetti
La stessa cosa successa che poi succede
E l'ombra della luce mi brucia gli occhi tristi.
Difendimi
S
venerdì 23 agosto 2013
Camminando - # 2 - Funky Dung
Entrasti, di sorpresa.
Aspettavo, in realtà, una telefonato o, almeno, un messaggio.
Tu invece entrasti, la seconda volta.
Come l'inaspettato crea sorpresa e scandalo
Così lasciai scorrere la musica
Coro, voci dolci e gentili, femmine e d'incontro, contralto maschili, profonde e gravi
Organizzarlo sarebbe stato impossibile
Sempre senza saperlo io avevo preparato la viola
E tu, altrettanto ignara, entrasti a piedi scalzi sull'arco del tuo piede.
Un colpo del quattro e il dolce leggero vestito cadde.
Donna generosa, di forme e pensieri.
Apri il mondo avanti a te
Suonami ancora melodie perdute.
ra-pa-ti-ta koo-koo-cha !!!
Western theme e chiude
Aspettavo, in realtà, una telefonato o, almeno, un messaggio.
Tu invece entrasti, la seconda volta.
Come l'inaspettato crea sorpresa e scandalo
Così lasciai scorrere la musica
Coro, voci dolci e gentili, femmine e d'incontro, contralto maschili, profonde e gravi
Organizzarlo sarebbe stato impossibile
Sempre senza saperlo io avevo preparato la viola
E tu, altrettanto ignara, entrasti a piedi scalzi sull'arco del tuo piede.
Un colpo del quattro e il dolce leggero vestito cadde.
Donna generosa, di forme e pensieri.
Apri il mondo avanti a te
Suonami ancora melodie perdute.
ra-pa-ti-ta koo-koo-cha !!!
Western theme e chiude
Camminando - # 1 Breast Milky
La madre, grossi seni, siede nuda.
Avanti lei la viola, lei dietro gambe aperte divaricate, origine del mondo.
La madre suona una melodia profonda, grave e triste.
Imbraccia l'archetto, il piglio deciso.
La madre è nuda dietro la viola, avanti lei il mondo, creato.
La madre grossi seni, carichi di latte
La madre cuore infinito, energia atomica
Madre perdonaci.
S
Avanti lei la viola, lei dietro gambe aperte divaricate, origine del mondo.
La madre suona una melodia profonda, grave e triste.
Imbraccia l'archetto, il piglio deciso.
La madre è nuda dietro la viola, avanti lei il mondo, creato.
La madre grossi seni, carichi di latte
La madre cuore infinito, energia atomica
Madre perdonaci.
S
giovedì 1 agosto 2013
Pensieri - #5 - Camminare come l'Imperatore di Roma
Questa sera, rientrando a casa, per meglio dire verso la notte incipiente, cercavo di guardarmi camminare.
Come fossi "al di sopra di me", come camera o, per dirla da quelli che sanno, come fossi steadycam.
Ma anche per cercare di essere sopra, più elevato al me, ritratto e sopraffatto al di sotto di quel di potere essere.
Volevo, almeno una volta, vedermi camminare.
Ovviamente è impossibile, si cammina da se stessi e per se stessi.
Giusto "gli altri" ti vedono camminare, poi sei anche raccontato e, non solo, per come cammini.
E' che credo di camminare male.
Giustifico, miseramente, con "ho giocato a pallacanestro", "mi sono fatto male e, da poco, ad entrambe le caviglie"; ma se cammini male, sei nato camminando male.
Prima ancora di camminare.
E allora cerchi un appiglio, una via d'uscita, o, per la moda del tempo, il piano B.
Ecco che ti vedi camminare per Roma, città Imperiale, di vestigia d'un tempo, di memoria, di diritto, di potere, dell'essere il Mondo, l'intero Mondo di una volta.
E ti vedi camminare come l'Imperatore di Roma, che se cammina male non glielo dici mica; guardi e va bene così.
E' un passo trasandato, come una vita lasciata scivolare, come non occuparsi, prima di tutto e per ultimo di te.
C'è chi ci ha provato, e chi ci prova con testarda insistenza.
E' bello saperlo.
Ma tu Imperatore, oppure io Imperatore, Dio e figlio di Dio, non mi pre-occupo di chi ci prova ancora.
Dall'alto dello scranno di sabbia mi ergo a stupida divinità, inutile nell'essere e presuntuosa nel pretendere di avere, ancora almeno una ultima volta, un qualcuno che si preoccupa.
Camminando per le vie del mio Impero di sabbia grigia e nera, lascio perdere e, lentamente, ma con passo svelto cerco sempre di vedermi camminare.
A presto.
S
Come fossi "al di sopra di me", come camera o, per dirla da quelli che sanno, come fossi steadycam.
Ma anche per cercare di essere sopra, più elevato al me, ritratto e sopraffatto al di sotto di quel di potere essere.
Volevo, almeno una volta, vedermi camminare.
Ovviamente è impossibile, si cammina da se stessi e per se stessi.
Giusto "gli altri" ti vedono camminare, poi sei anche raccontato e, non solo, per come cammini.
E' che credo di camminare male.
Giustifico, miseramente, con "ho giocato a pallacanestro", "mi sono fatto male e, da poco, ad entrambe le caviglie"; ma se cammini male, sei nato camminando male.
Prima ancora di camminare.
E allora cerchi un appiglio, una via d'uscita, o, per la moda del tempo, il piano B.
Ecco che ti vedi camminare per Roma, città Imperiale, di vestigia d'un tempo, di memoria, di diritto, di potere, dell'essere il Mondo, l'intero Mondo di una volta.
E ti vedi camminare come l'Imperatore di Roma, che se cammina male non glielo dici mica; guardi e va bene così.
E' un passo trasandato, come una vita lasciata scivolare, come non occuparsi, prima di tutto e per ultimo di te.
C'è chi ci ha provato, e chi ci prova con testarda insistenza.
E' bello saperlo.
Ma tu Imperatore, oppure io Imperatore, Dio e figlio di Dio, non mi pre-occupo di chi ci prova ancora.
Dall'alto dello scranno di sabbia mi ergo a stupida divinità, inutile nell'essere e presuntuosa nel pretendere di avere, ancora almeno una ultima volta, un qualcuno che si preoccupa.
Camminando per le vie del mio Impero di sabbia grigia e nera, lascio perdere e, lentamente, ma con passo svelto cerco sempre di vedermi camminare.
A presto.
S
martedì 23 luglio 2013
Omissioni - # 1 - 17 secondi
17 secondi, appaiono veramente "pochi", oppure brevi.
Tu t'immagini il fatto che passano subito.
Se ascolti bene, 17 secondi contengono una vita, oppure la vita prima di una morte decisa.
Inizia tutto con una RIFLESSIONE, esso, riflette, sul fatto di esistere di essere e di ciò che ha fatto e, soprattutto, non fatto.
Ovviamente la SUA risposta è buona, LUI ha fatto tutto il dovuto e, quindi, OGGI GIOCA CON L'OGGI.
Si sente apposto, giusto.
Ma, è ovvio, conosce i SECRETI, quelli dentro di se.
Sa che nasconde, oscura, non fa capire, non vuole.
Nonostante tutto lui piace, e piacerà. Le piace e la invita nella SUA CASA.
Questo è il terzo movimento di una struttura portata a sette che non si compirà, mai.
Ciò prelude al crollo, al crollo morale totale.
Ma prima che siano passati DICIASSETTE SECONDI, non si può nemmanco immaginare.
Lentamente, movimento, cadenzato, come se diciassette secondi durasse in eterno un suono emerge.
E' lento e non t'immagineresti mai potesse uscire dalla tua stessa macchina.
Viaggi lento, viaggiate lento, a margine FORESTE, dormendo non sai lei è persa tra gli alberi, pazzo e bellissimo folletto irripetibile.
M quanto vorrei fosse qui, almeno per leggere.
M quanto vorrei avare la forza di non morirne.
Il Conte
Tu t'immagini il fatto che passano subito.
Se ascolti bene, 17 secondi contengono una vita, oppure la vita prima di una morte decisa.
Inizia tutto con una RIFLESSIONE, esso, riflette, sul fatto di esistere di essere e di ciò che ha fatto e, soprattutto, non fatto.
Ovviamente la SUA risposta è buona, LUI ha fatto tutto il dovuto e, quindi, OGGI GIOCA CON L'OGGI.
Si sente apposto, giusto.
Ma, è ovvio, conosce i SECRETI, quelli dentro di se.
Sa che nasconde, oscura, non fa capire, non vuole.
Nonostante tutto lui piace, e piacerà. Le piace e la invita nella SUA CASA.
Questo è il terzo movimento di una struttura portata a sette che non si compirà, mai.
Ciò prelude al crollo, al crollo morale totale.
Ma prima che siano passati DICIASSETTE SECONDI, non si può nemmanco immaginare.
Lentamente, movimento, cadenzato, come se diciassette secondi durasse in eterno un suono emerge.
E' lento e non t'immagineresti mai potesse uscire dalla tua stessa macchina.
Viaggi lento, viaggiate lento, a margine FORESTE, dormendo non sai lei è persa tra gli alberi, pazzo e bellissimo folletto irripetibile.
M quanto vorrei fosse qui, almeno per leggere.
M quanto vorrei avare la forza di non morirne.
Il Conte
lunedì 1 luglio 2013
PENSIERI - #4 - Intro (tape)
E' un palazzetto dello sport,
pensato, fatto, costruito, per tutt'altro.
C'è questa scalinata, grande immensa e, per me, infinita.
In mezzo un lungo, lunghissimo corrimano.
Potrei anche scenderle queste scale, dritto, giù in fondo e raggiungere il dove devo andare.
Perché preferisco farle, le scale, i gradini, di traverso, cavalcando i corrimano me lo chiederò fra un ventennio o, forse, di più.
Non sono di certo da solo, quanti ragazzi !!! E quante ragazze !!!
Fermo, fermo un attimo.
Guarda lei sembra abbia una coroncina in testa, lui le sorride.
Lei, si lei, l'altra, ma è, per caso, in reggiseno ?
Perché vista da dietro mi sembrava.
Siamo un po tutti uguali.
Gli stessi sorrisi, le stesse paure, mio Dio, quanta paura !!!
Lei le porge una rosa, da qua sembra nera, e lei la prende, sempre con quel sorriso innocente.
Ci sono ragazze talmente dolci che ne ho paura.
Questi sorrisi, impauriti, atroci, feroci, non li dimenticherò mai.
E guarda quella !!! Ha un caschetto nero e fulvo, capelli come spaghetti.
Un vestito che è un prendisole, quelle spalline fini reggono, non me la fare dire.
No, non lo farò.
E quelle tre, bruttine, ma che scarpe !!!
Ballano.
Sento, sento un suono, corriamo, veloci.
Open
S
pensato, fatto, costruito, per tutt'altro.
C'è questa scalinata, grande immensa e, per me, infinita.
In mezzo un lungo, lunghissimo corrimano.
Potrei anche scenderle queste scale, dritto, giù in fondo e raggiungere il dove devo andare.
Perché preferisco farle, le scale, i gradini, di traverso, cavalcando i corrimano me lo chiederò fra un ventennio o, forse, di più.
Non sono di certo da solo, quanti ragazzi !!! E quante ragazze !!!
Fermo, fermo un attimo.
Guarda lei sembra abbia una coroncina in testa, lui le sorride.
Lei, si lei, l'altra, ma è, per caso, in reggiseno ?
Perché vista da dietro mi sembrava.
Siamo un po tutti uguali.
Gli stessi sorrisi, le stesse paure, mio Dio, quanta paura !!!
Lei le porge una rosa, da qua sembra nera, e lei la prende, sempre con quel sorriso innocente.
Ci sono ragazze talmente dolci che ne ho paura.
Questi sorrisi, impauriti, atroci, feroci, non li dimenticherò mai.
E guarda quella !!! Ha un caschetto nero e fulvo, capelli come spaghetti.
Un vestito che è un prendisole, quelle spalline fini reggono, non me la fare dire.
No, non lo farò.
E quelle tre, bruttine, ma che scarpe !!!
Ballano.
Sento, sento un suono, corriamo, veloci.
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